Ritorno alla vittoria

I Rams interrompono la striscia di tre sconfitte consecutive e si rimettono alla caccia dei 49ers, che hanno ora un vantaggio di due partite nella corsa al titolo divisionale, e lo fanno in maniera davvero convincente con un bel 37-10 nei confronti degli Atlanta Falcons.
E’ una vittoria che vale doppio dal punto di vista del morale, quella ottenuta domenica al Mercedes Benz Stadium, perché oltre al semplice fatto di aver ottenuto il risultato voluto, il fatto di averlo conseguito proprio nello stadio in cui erano iniziati i problemi di Goff e compagni al Super Bowl LIII dello scorso febbraio, è una sorta di rottura di un incantesimo che si spera non tornerà più a turbare le notti di Los Angeles sponda Rams.

I Falcons visti domenica, comunque, non sono certamente un banco di prova probante. Loro sì che sembrano non essersi ancora ripresi dallo shock della rimonta dei Patriots al Super Bowl LI, e quest’anno la spirale negativa in cui sono inesorabilmente caduti sta raggiungendo livelli estremi. In ogni caso, una vittoria è una vittoria, e se si pensa che i Rams avevano iniziato la crisi andando a perdere contro i Tampa Bay Buccaneers, non proprio una powerhouse, possiamo ben apprezzare anche questo risultato, indipendentemente da chi fosse l’avversario.

La partita è stata in bilico solamente nel primo quarto, quando i Falcons hanno chiuso con un field goal il loro drive di apertura ed i Rams non sono riusciti a rispondere a tono a causa dell’errore del solitamente preciso Zuerlein, che sbagliava un field goal relativamente semplice dalle 40 yard centrando in pieno il palo di sinistra.

Zuerlein si rifaceva poco dopo mettendo dentro un calcio dalle 55, pareggiando i conti ed iniziando una serie di 30 punti a cui i Falcons avrebbero risposto solo tardi nel quarto periodo, in pieno garbage time.

Il rientro di Gurley restituiva all’attacco dei Rams la sua arma più importante, quella play action che, eseguita con Brown o Henderson, non aveva la medesima efficacia. McVay, comunque, si era premurato di apportare anche alcune varianti alla play action con una finta di toss che vedeva poi Goff andare in roll out dalla parte opposta per cercare (e spesso trovare) qualche ricevitore libero. Nel game plan di Los Angeles si vedeva chiaramente, quindi, l’intervento di McVay, volto a riprendersi in mano il pallino che gli aggiustamenti delle difese avversarie gli avevano temporaneamente tolto.

Per i Falcons i problemi non si fermavano alla difesa, però. Una secondaria sospetta ed una linea incapace di portare pressione sul quarterback avversario facevano sì che l’attacco dei Rams tornasse a marciare per il campo con autorità e, a volte, semplicità.

Il touchdown su ricezione di Gurley ad inizio secondo quarto, portava i Rams in vantaggio poi, prima della pausa lunga, si intravvedeva ancora un pessimo ricordo della partita della scorsa settimana con San Francisco, con i Rams che non riuscivano a convertire un terzo e corto, mandando così Zuerlein a portare altri tre punti con un calcio dalle 25.

Nel secondo tempo i Rams rompevano definitivamente gli indugi, andando a segno con un bel passaggio di Goff per Everett e poi con una corsa personale del quarterback, che risolveva una situazione surreale in cui i Rams dovevano segnare tre touchdown per vedersene convalidato uno. Con la palla sulla una yard, infatti, prima era Gurley a sfondare al centro per quello che, anche al replay, sembrava essere un touchdown. Gli arbitri piazzavano la palla sulla una yard, il replay dava una sensazione ma non una evidenza conclusiva, per cui si andava al secondo down. Questa volta toccava alla sneak di Goff che, ancor più nettamente di prima, sembrava varcare la goal line. Ancora una volta la palla veniva riportata sulla una yard da cui, con una corsa personale dopo una finta di buco centrale, Goff portava finalmente a casa i sei punti.

Nel quarto periodo McVay dava il via libera alle cosiddette “clean shirts”, inserendo persino Blake Bortles al posto di Goff. Arrivava un field goal di Zuerlein e poi, a 2:36 dal termine, il touchdown della bandiera per i Falcons. Toccava a Hooper ricevere in end zone il passaggio da 10 yard di Matt Schaub, che aveva rilevato l’infortunato Matt Ryan. La partita sembrava finita, i Rams correvano tre volte con Kelly per far passare il tempo ed andavano al punt. Invece di lasciare fermare la palla ed andare ad inginocchiarsi per finire la partita, come poi faranno subito dopo, i Falcons mandavano Gage a ritornare il punt. Reeder piazzava un placcaggio devastante che faceva schizzare via il pallone dalle mani del ritornatore. Il più lesto a recuperarlo e riportarlo in touchdown era Darren Williams, che metteva così a segno i sei punti che (con la trasformazione di Zuerlein) siglavano il 37-10 finale.

Dopo un inizio al rallentatore, per i Rams ha funzionato tutto come un orologio svizzero. Attacco, difesa e persino special teams, che abbiamo visto nuovamente in forma con la finta di punt di Hekker sulla safety Scott a chiudere un quarto tentativo in territorio avversario.

I Rams sembrano quindi aver preso fiducia, il playcalling di McVay sembra essere tornato alla creatività ed alla concretezza dello scorso anno e la difesa, che ha registrato l’ottimo esordio di Jalen Ramsey, ha nuovamente tirato fuori una prestazione più che ottima.

Dal lato loro, i Falcons hanno davvero poche cose a cui aggrapparsi. Julio Jones è stato addomesticato da Ramsey per tutto l’incontro, ed anche l’unica volta che è riuscito a sfuggirgli ha dovuto fare i conti con la guardia stretta montatagli dalle safety. Un gioco di corsa a corrente alternata non ha aiutato Matt Ryan ad impostare un gioco di lanci solido e credibile, e con la linea d’attacco super concentrata nel fermare Aaron Donald, alla fine ci si è dimenticati degli altri componenti del front seven di Los Angeles, che facevano frequenti scorribande nel backfield offensivo dei padroni di casa.

I Rams sono ora attesi alla riconferma a Londra, dove voleranno giovedì per incontrare i Cincinnati Bengals e provare a non perdere contatto con le altre della division.

Per Atlanta, detto che con questa sconfitta (e l’infortunio a Ryan) la stagione è praticamente fottuta, si prospetta un futuro non molto semplice, con Seattle prima della pausa e poi, in sequenza, cinque partite divisionali che si prospettano tutt’altro che semplici.

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