Statement game per i Rams contro Tampa Bay

Alla terza giornata è ancora presto per parlare di esami di maturità, ma quello superato brillantemente dai Los Angeles Rams domenica contro i Tanpa Bay Buccaneers campioni in carica, è almeno un esame di terza media per una squadra che sta mostrando una crescita costante ed una solidità che ad inizio stagione non era così scontata.

Che la posta in palio fosse alta lo dimostrano  l’esultanza smodata di Sean McVay all’errore di Succop che avrebbe potuto far andare al riposo i Buccaneers sotto di 4 anzichè sotto di 7, ma soprattutto quella al touchdown di DeSean Jackson, inseguito fin sotto il tunnel che porta agli spogliatoi per congratularsi con il ricevitore e dargli il cinque.

I Buccaneers erano stati fin qui perfetti nelle due prime partite, mentre i Rams, pur vincendo bene contro i Bears, avevano lasciato qualche dubbio nella partita contro i Colts, e molte erano le domande a cui questa partita avrebbe dovuto dare una risposta.

Avvio di partita molto contratto per entrambe le squadre, che non riuscivano a sfruttare gli script iniziali che, solitamente danno qualche garanzia di successo. Stafford sembrava molto fuori fase, e Brady non riusciva ad ingranare, per cui Rams e Buccaneers si scambiavano tre punt a testa prima che Los Angeles sbloccasse la  partita con un drive finalmente costruttivo ad inizio secondo quarto. Il touchdown di Higbee era quasi una liberazione, e da quel momento la partita si sbloccava. Stafford saliva di livello, Kupp smetteva di droppare palloni facili e da lì in avanti i Rams prendevano il sopravvento, davano l’accelerata decisiva ed i Buccaneers non potevano che stare a guardare.

Una delle domande a cui si cercava risposta era la reale consistenza della difesa di Los Angeles contro le corse. Dopo aver subito sia contro i Bears che contro i Colts, le maglie si sono decisamente strette, e dovrebbe bastare l’impietosa statistica che assegna proprio a Tom Brady la palma di miglior runner della squadra, il che è tutto detto. Fournette e Jones non hanno avuto la benchè minima chance, e per poter guadagnare qualche yard hanno dovuto fungere da valvola di scarico dei passaggi di Brady.

Il quarantaduenne quarterback di Tampa Bay ha messo assieme oltre 400 yard di passaggio, trovando il touchdown pass proprio alla fine per togliere lo zero dal tabellino, ma queste 400 yard sono servite davvero a poco. Man mano che ci si avvicinava all’end zone la difesa dei Rams si faceva sempre più attenta, ed alla fine le yard guaagnate non si sono trasformate in punti con la stessa proporzione, permettendo ai Rams di lasciare sotto i trenta punti i Buccaneers per la prima volta da nove partite a questa parte.

Per contro, la difesa di Tampa Bay, invece, non riusciva a contenere i ricevitori dei Rams. Dopo un buon inizio, dovuto però ad un paio di drop abbastanza maldestri, il reparto arretrato ospite ha subito sia le corse di Michel che, soprattutto, i passaggi di Stafford, che ha aggiustato il tiro dopo il primo quarto ed ha di nuovo sfoderato una prestazione da oltre 130 di rating.

Certamente l’assenza di Pierre Paul ha tolto molto alla difesa di Tampa Bay, soprattutto per quanto riguarda la pressione su Stafford che non è mai stata eccessiva. Merito anche della linea offensiva di Los Angeles, che ha commesso un solo grosso errore con Havenstein che ha aperto la porta per il sack di Gholtson ma che, per il resto, ha disputato una partita superlativa, dando anche la possibilità a Michel di cominciare ad ingranare con il gioco di corsa.

McVay ha finalmente trovato il modo di innescare anche DeSean Jackson, che si è liberato su una ttaccia profonda ed ha ricevuto un pallone invitante da Stafford, trasformandolo in una cavalcata da 75 yard. Se poi pensasse anche di portare la palla diversamente da un vassoio di bicchieri, tifosi, compagni di squadra e coach sarebbero più contenti.

I Buccaneers sono stati un po’  deludenti, tutto sommato. Merito della difesa e dell’attacco dei Rams, certamente, ma Brady non è sembrato essere a suo agio per tutta la partita, ed alla fine ha anche ammesso di aver patito l’estrema rumorosità del SoFi Stadium, che sta cominciando a diventare un fattore favorevole per i Rams.

Queste due squadre sono probabilmente destinate a reincontrarsi più avanti nella stagione. Il primo round è andato ai Rans, che ora sono attesi dalle altre due partite che costituivano il trittico più impegnativo della prima parte di stagione. Dopo aver superato lo scoglio più duro, arrivano due scontri divisionali con Arizona e Seattle che definiranno in maniera più precisa le ambizioni di questa squadra, ambizioni che, nonostante la sconfitta, non cambiano di un millimetro per i Buccaneers..

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