Tagliato Karty, fiducia a Mevis, ma mai dire mai

Alla fine si è arrivati al dunque: Joshua Karty è stato tagliato dai Rams, che hanno definitivamente affidato il ruolo di kicker a Harrison Mevis. Il taglio di Joshua Karty chiude, almeno per ora, un capitolo breve ma intenso nella ricostruzione dei Los Angeles Rams sul ruolo di kicker: dal draft 2024 alla solida stagione da rookie, fino al brusco crollo di rendimento nel 2025 che ha convinto la franchigia a consegnare definitivamente i calci ad Harrison Mevis. Una scelta dettata da numeri, ambizioni da titolo e impossibilità di tenere due specialisti in un roster già messo alla prova dagli infortuni.

I Rams hanno investito su Karty al sesto giro del Draft 2024, puntando su un profilo estremamente produttivo in uscita da Stanford e ritenuto pronto per reggere subito il peso del ruolo in NFL. In training camp e preseason il kicker ha ripagato la fiducia, vincendo la competizione interna e guadagnandosi il posto da titolare con percentuali convincenti nei primi test in preseason.​

La stagione da rookie ha confermato la bontà della scommessa: Karty ha chiuso il 2024 con 29 field goal realizzati su 34 tentativi (85,3%), senza blocchi subiti e con un lungo da 58 yard, oltre a 32 extra point su 36, per un totale di 119 punti in 17 partite. Nel finale di stagione ha infilato una striscia perfetta di 13 field goal consecutivi ed è stato premiato come Special Teams Player of the Month a dicembre, mantenendo poi il 100% anche nei playoff, dove ha contribuito in entrambe le gare di postseason dei Rams.

L’idillio si è incrinato nel 2025, quando la combinazione tra protezione imperfetta e cali di precisione ha trasformato il reparto di kicking in un problema strutturale. In otto partite Karty ha messo a segno 10 field goal su 15 tentativi e 23 extra point su 26, scendendo al 66,7% su FG e all’88,5% sugli extra point, numeri nettamente sotto la media dei titolari NFL e ben lontani dal rendimento dell’anno prima.​

Più dei semplici errori statistici hanno pesato i momenti in cui sono arrivati: alcuni tentativi sono stati respinti dalla pressione interna, con ben più di un blocco che ha cambiato l’inerzia delle partite. Emblematico il crollo a Philadelphia, con due field goal stoppati nei minuti finali, incluso quello che avrebbe potuto chiudere il match e che è invece stato riportato in touchdown allo scadere, trasformando un potenziale successo in una sconfitta traumatica. Anche in una netta vittoria successiva, un nuovo errore su calcio ha rafforzato la sensazione che il reparto fosse diventato un punto debole in una squadra lanciata verso i piani alti della NFC.

La risposta tecnica dei Rams è arrivata con il reclutamento di Harrison Mevis, il “Thiccer Kicker”, chiamato inizialmente per creare concorrenza interna e alzare l’asticella in allenamento. Dopo la Week 8 Mevis ha preso in mano i calci in partita, e le sue prime uscite hanno mandato un segnale forte: 13 extra point consecutivi e due field goal senza errori nelle prime tre gare, compresi centri da 40 e 52 yard nel netto 34-7 contro Tampa Bay.​

Parallelamente i Rams hanno ritoccato anche la struttura dello special team, inserendo uno specialista esperto come il long snapper Jake McQuaide per stabilizzare un’unità che aveva sofferto a protezione del kicker. Il risultato è stato un’operazione più pulita, tempi più fluidi tra snap, hold e calcio, e un Mevis subito percepito dallo staff come soluzione più sicura nel breve periodo per una squadra che non può permettersi margini d’errore nei finali punto a punto.

La scelta di tagliare Karty è arrivata il 28 novembre, con i Rams stabilmente nella parte alta della conference e alle prese con un roster da incastrare tra infortuni e rientri eccellenti. L’head coach Sean McVay ha parlato di una “decisione puramente numerica”, sottolineando come sia difficile, in pratica impossibile, tenere due kicker nel roster attivo quando si devono aprire slot per altre posizioni, tra ritorni dalla injury list e nuovi innesti. Da notare che, in puro stile McVay, solo due giorni prima l’Head Coach avesse spergiurato di aver deciso di arrivare fino a fine stagione con due kicker a roster.​

La franchigia aveva infatti appena mosso diverse pedine: Tutu Atwell e Ahkello Witherspoon rientrati dall’injury list, nuovi innesti in ruoli chiave e veterani di linea e di reparto difensivo da reinserire, in una corsa serrata verso i playoff. In questo contesto, con Mevis saldamente avanti nelle gerarchie e lo special team in crescita, mantenere Karty nel 53 era diventato un lusso che il front office non poteva più permettersi.

La mossa, per quanto dura, non chiude necessariamente la porta fra Karty e i Rams: McVay ha fatto sapere che l’idea del club, qualora superi la procedura di waivers, è quella di riportarlo in casa tramite la practice squad. In questo scenario, Los Angeles manterrebbe una sorta di “assicurazione interna” sul ruolo di kicker, continuando a lavorare sul suo sviluppo tecnico lontano dalla pressione immediata delle partite.​

Nel breve periodo, però, il messaggio è chiaro: il presente appartiene a Mevis, e la priorità assoluta è massimizzare le chance di un ritorno al Super Bowl senza convivere con un reparto special team instabile. Per Karty, che resta un 23enne con un curriculum solido al college e un’ottima stagione NFL alle spalle, potrebbe aprirsi una seconda chance altrove o un percorso di rilancio a Los Angeles, ma solo quando la matematica del roster, e non solo la fiducia, tornerà a giocare a suo favore.

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