Il ritorno del numero 99

Aaron Donald ha deciso di interrompere il ritiro e di tornare a giocare per i Los Angeles Rams nella stagione NFL 2026. L’annuncio, arrivato il 30 agosto, chiude una lunga estate di indiscrezioni e restituisce alla franchigia il suo storico numero 99, a poco più di due anni dall’addio al football professionistico.

Il defensive tackle ha firmato un contratto di un anno da 20 milioni di dollari, con incentivi legati ai risultati che possono portare il valore complessivo dell’accordo fino a 30 milioni. La decisione è maturata dopo settimane di allenamenti individuali, valutazioni fisiche e lavoro al centro dei Rams, in un percorso seguito da vicino dall’head coach Sean McVay.

A spingere Donald verso il rientro è stata anche la nuova dimensione della difesa di Los Angeles. In primavera i Rams hanno acquisito Myles Garrett, altro tre volte Defensive Player of the Year, creando la prospettiva di una linea difensiva con due dei giocatori più dominanti della loro generazione.

La possibilità di giocare accanto a Garrett ha trasformato una suggestione in un progetto concreto. Donald ha lavorato per quasi due mesi con l’obiettivo di capire se il suo corpo fosse ancora pronto per il livello di intensità della NFL; la scelta finale, come aveva più volte sottolineato McVay, sarebbe dipesa soprattutto dalle sensazioni del giocatore.

Donald aveva annunciato il ritiro il 15 marzo 2024, al termine di dieci stagioni interamente disputate con la franchigia, prima a St. Louis e poi a Los Angeles. L’ultima annata, quella del 2023, si era chiusa con 53 placcaggi, otto sack, la decima convocazione al Pro Bowl e l’ottava selezione nella prima squadra All-Pro.

La prima parte della sua carriera aveva già costruito un’eredità fuori dal comune. Scelto dai Rams con la tredicesima scelta assoluta del Draft 2014, Donald ha totalizzato 154 partite di regular season, 543 placcaggi, 111 sack, 176 tackle for loss e 24 fumble forzati; è inoltre il leader della franchigia nei sack da quando la statistica è ufficiale.

Il momento più alto è arrivato nella stagione 2021, culminata con la vittoria dei Rams nel Super Bowl LVI. Donald fu decisivo nella sfida contro Cincinnati, contribuendo alla pressione finale su Joe Burrow che permise alla difesa di Los Angeles di chiudere la partita e conquistare il quarto titolo nella storia della franchigia.

Il rientro non significa soltanto aggiungere un nome prestigioso al roster. Anche a 35 anni e dopo due stagioni lontano dalle partite, Donald porta una combinazione rara di tecnica, rapidità sul primo passo e capacità di generare pressione dal centro della linea. Secondo Pro Football Focus, nei dieci anni disputati ha mantenuto una valutazione difensiva superiore a 90 in ogni stagione e ha guidato i difensori NFL per pressioni nel periodo 2014-2023.

Il suo impatto dovrebbe amplificare quello di Garrett. Un attacco costretto a raddoppiare Donald all’interno potrebbe lasciare più spazio all’ex stella di Cleveland sul perimetro; al contrario, concentrarsi su Garrett rischierebbe di restituire a Donald gli uno contro uno che hanno segnato la sua carriera. Accanto ai giovani Byron Young, Kobie Turner e Braden Fiske, i Rams possono così presentare una delle linee difensive più ricche di talento dell’intera lega.

La cautela, però, resta necessaria. McVay non ha garantito che Donald sarà in campo nella partita inaugurale contro i San Francisco 49ers e il suo impiego dovrà essere calibrato, soprattutto nella fase iniziale del rientro. Il punto non sarà soltanto verificare se Donald può ancora essere dominante, ma anche stabilire quanti snap possa sostenere con continuità durante una stagione NFL.

Los Angeles entra nella stagione 2026 con ambizioni da Super Bowl e il ritorno di Donald modifica immediatamente in meglio il margine competitivo della squadra. La sua presenza offre esperienza nei momenti decisivi, leadership nello spogliatoio e una soluzione tattica che può cambiare il modo in cui gli avversari preparano la partita.

Sul piano emotivo, il ritorno completa un arco narrativo raro: il campione che aveva lasciato il football convinto di avere dato tutto torna non per inseguire un record personale, ma per provare a vincere ancora con la stessa maglia. Donald aveva chiuso la prima fase della carriera con 111 sack; ora rientra in un gruppo costruito per puntare al titolo e con un compagno di reparto capace di condividere lo stesso peso simbolico.

Per i Rams, il rischio è evidente: affidarsi all’aura di Donald senza pretendere da lui un rendimento realistico sarebbe un errore. La scommessa, invece, può diventare decisiva se il coaching staff riuscirà a proteggerne il fisico, limitarne il carico quando necessario e conservarne l’esplosività per i passaggi chiave della stagione.

Il ritorno di Aaron Donald non cancella le domande legate all’età, alla lunga pausa e alla tenuta fisica. Ma restituisce alla NFL uno dei suoi interpreti più riconoscibili e ai Rams il simbolo della loro rinascita a Los Angeles.

Il numero 99 è di nuovo nel roster. Adesso il racconto dovrà passare dal campo: prima la preparazione, poi gli snap, quindi la verifica più severa, quella delle partite che contano. Con Donald e Garrett sulla stessa linea, ogni quarterback della NFC West sa già che il ritorno del campione non sarà soltanto una celebrazione del passato, ma una minaccia molto concreta per il presente.

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