Il roster dei 53

I Los Angeles Rams hanno ufficializzato il roster da 53 uomini per la stagione NFL 2025 dopo i tagli di martedì 26 agosto. Come da tradizione, le ultime ore prima della deadline hanno portato con sé colpi di scena, decisioni difficili e qualche sorpresa che ha fatto discutere i tifosi. L’impressione è che la dirigenza, insieme a coach Sean McVay, abbia puntato in maniera decisa sull’esperienza e sulla rapidità di apprendimento del sistema, anche a costo di rinunciare a giovani prospetti considerati promettenti solo pochi mesi fa.

La storia più intrigante è sicuramente quella di Shaun Dolac, linebacker undrafted che ha strappato un posto nel roster. Dolac si è fatto notare per la rapidità con cui ha assorbito la complessa difesa dei Rams, guadagnandosi elogi diretti dallo staff: “Potrebbe insegnarti subito la difesa”, ha detto Greg Williams, coach degli inside linebacker. Non è comune vedere un rookie non scelto al Draft superare concorrenti con pedigree più alto, ma Dolac ha convinto con intelligenza, disciplina e contributo immediato negli special team. È il tipo di mossa che racconta bene la filosofia di McVay: se sei pronto mentalmente, il tuo status di “undrafted” non conta.

Sorprende anche la stabilità del reparto cornerback. Niente volti nuovi arrivati da draft o free agency: la fiducia è rimasta intatta nei veterani Ahkello Witherspoon, Darious Williams, Cobie Durant, Emmanuel Forbes Jr. e Tre’Davious Wallace. Un gruppo che non ha il nome altisonante del passato recente (pensiamo all’era Jalen Ramsey), ma che garantisce continuità e conoscenza reciproca, un elemento che lo staff considera cruciale.

Tra gli esclusi, quello di Chris Paul Jr. è forse il taglio più clamoroso. Scelto al quinto giro nel Draft 2025, Paul era considerato uno dei possibili steal della classe. Linebacker atletico, con ottime doti di copertura e motor instancabile, sembrava destinato almeno a un ruolo di rotazione. Invece non è bastata la buona preseason: il suo percorso nei Rams si ferma sul più bello. La speranza per lui è trovare spazio in un’altra franchigia, magari proprio in NFC West, dove diversi team hanno ancora bisogno di rinforzi difensivi. Per noi, invece, la speranza è quella di riuscire a tenerlo in practice squad senza che nessuna delle altre 31 franchigie venga a prenderselo.

Storia simile per l’outside linebacker ex Washington State Brennan Jackson, scelto al quinto round nel 2024. Dopo un anno di sviluppo, ci si aspettava un passo avanti, ma la concorrenza interna lo ha tagliato fuori. La decisione suggerisce che i Rams non abbiano visto abbastanza progressi in termini di impatto sul pass rush, settore in cui il coaching staff pretende immediatezza.

Dopo quello di Paul, il taglio che ha fatto più rumore tra i tifosi è quello di Ronnie Rivers. Running back affidabile, fresco di rinnovo biennale, prima del camp Rivers era considerato la principale alternativa a Kyren Williams. Invece, nonostante il legame con il sistema offensivo, è stato escluso, segno che McVay vuole ringiovanire il reparto con più esplosività e versatilità. La sua esclusione lascia una macchia di incertezza: dietro a Williams, la depth chart sembra meno solida rispetto agli anni passati.

L’Offensive tackle AJ Arcuri, scelto nel Draft 2022, era spesso oscillato tra roster attivo e practice squad. Nonostante l’esperienza accumulata, non ha convinto abbastanza per guadagnarsi un posto definitivo. È la prova che la linea offensiva dei Rams, pur in cerca di stabilità, preferisce puntare su alternative più versatili e giovani.

Un discorso a parte perica AJ Green. Il cornerback è stato non solo tagliato, ma rilasciato anziché messo su waiver, una scelta inusuale. Probabilmente i Rams hanno voluto dargli subito la possibilità di cercare un nuovo team, segnale di rispetto verso un giocatore apprezzato nello spogliatoio ma che non rientrava più nei piani tecnici.

Guardando al quadro complessivo, emerge una filosofia chiara: meglio un giocatore che conosce a fondo il sistema e può contribuire subito, piuttosto che un talento grezzo da sviluppare. È un approccio che privilegia il “qui e ora”, coerente con una squadra che, pur non essendo tra le favorite al titolo, vuole restare competitiva e massimizzare gli anni finali della carriera di Matthew Stafford.

Il rischio è quello di perdere upside futuro, soprattutto tagliando prospetti come Paul Jr. e Jackson. Ma McVay e il GM Les Snead hanno dimostrato più volte di saper pescare dal bacino degli undrafted o di rilanciare giocatori rilasciati altrove. Dolac ne è già la prova vivente.

Il roster finale dei Rams 2025 non sarà forse quello che i tifosi sognavano, ma racconta bene la filosofia di questa franchigia: pragmatismo, fiducia nei veterani, e spazio a chi dimostra subito di meritarselo. Sorprendono i tagli di giovani promettenti, ma la vera sorpresa è la resilienza di chi, come Dolac, ha saputo guadagnarsi tutto sul campo.

La stagione dirà se questa scelta pagherà in termini di competitività: i Rams scommettono sul presente, e il messaggio è chiaro.

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