I Los Angeles Rams hanno chiuso la preseason con una sconfitta di misura, 19-17, sul campo dei Cleveland Browns. Un risultato che, sulla carta, lascia poco da raccontare. Ma a una settimana dal taglio dei roster a 53 giocatori, la partita è stata tutt’altro che inutile: per tanti elementi ai margini si trattava dell’ultima, vera occasione per convincere Sean McVay e il suo staff.
L’avvio è stato favorevole ai padroni di casa, trascinati dal veterano Joe Flacco, capace di guidare con sicurezza fino al primo touchdown, arrivato nel secondo drive offensivo per poi allungare con un field goal. I Rams hanno risposto nel secondo quarto, quando è arrivato il touchdown pass di Dresser Winn per Drake Stoops.
Nella ripresa le panchine si sono allungate. I Rams hanno trovato la endzone con una corsa corta di Jordan Waters, che ha mostrato rapidità e visione di gioco nel trovare varchi tra le linee avversarie, dando ritmo a un attacco altrimenti poco esplosivo. Il touchdown del sorpasso è arrivato a meno di due minuti dalla fine della partita, ma il finale è stato amaro: il neoacquisto Tyler Huntley ha condotto i Browns a un drive da manuale, chiuso dal field goal del definitivo 19-17.
Tra le note positive della serata c’è sicuramente Jordan Waters Il running back ha dimostrato di poter far parte di una RB room già piuttosto affollata con Williams, Corum e Hunters. In un reparto che lo scorso anno ha sofferto di continuità, la sua candidatura è forte.
Ha brillato anche Drake Stoops, ricevitore che lotta per guadagnarsi un posto negli ultimi slot della depth chart. Preciso nei movimenti e sicuro nelle prese, soprattutto in traffico, Stoops ha fornito un argomento convincente a suo favore, anche se la concorrenza è fortissima e le sue dimensioni fisiche non aiutano..
In difesa si è distinto Shaun Dolac, l’undrafted free agent che si sta ritagliando uno spazio come linebacker interno. Ma come ha fatto a distinguersi se nemmeno ha giocato, direte voi. Proprio il fatto di essere tenuto fuori dall’ultima partita di preseason fa presupporre che McVay non abbia bisogno di vederlo ulteriormente in azione e che gli sia bastato quanto visto nelle due precedenti partite, per cui la sua assenza dal campo nella partita di ieri dovrebbe significare che rientrerà nel roster dei 53.
Non tutti, però, hanno sfruttato l’occasione. Dresser Winn, chiamato a guidare l’attacco alposrto di Bennett, non è riuscito a trovare ritmo né a muovere le catene con continuità. I Rams decideranno di affrontare la stagione con Matthew Stafford, Jimmy Garoppolo e Stetson Bennett.
Deludente anche la prova dei tight end. A parte il buon esordio di Terrance Ferguson, i vari Castles e Redman sono stati incapaci di lasciare un segno tangibile. Al netto delle gerarchie, sembra sempre più probabile che dietro a Tyler Higbee e Colby Parkinson ci sarà spazio per Davis Allen e Terrance Ferguson. Dubbi anche per la secondaria difensiva: i giovani cornerback hanno concesso troppo spazio, soprattutto nei passaggi corti, lasciando intravedere un reparto ancora acerbo.
La sconfitta di Cleveland, in sé, conta poco. Quello che resta è una fotografia chiara della profondità del roster Rams: alcuni giocatori hanno sfruttato la chance e rafforzato la propria candidatura, altri hanno perso l’ultima occasione. Per McVay e il general manager Les Snead ora arriva il momento delle decisioni difficili, con il taglio ai 53 che definirà la vera identità dei Rams 2025.
