Sovrastati ad Atlanta.

I Rams escono da Atlanta con una sconfitta che pesa più per come è arrivata che per il semplice 27-24 sul tabellone. L’impressione è stata quella di una squadra tecnicamente superiore ma fragile nei dettagli, nei fondamentali e nella disciplina, aspetti che dovranno cambiare subito in vista dell’ultima giornata e dei playoff.

Nel primo tempo l’attacco dei Rams è stato irriconoscibile, bloccato da errori di esecuzione e letture affrettate. Matthew Stafford ha forzato troppi lanci in finestre strette, producendo tre intercetti che hanno regalato campo corto e punti ad Atlanta. La protezione della linea offensiva è stata intermittente: pressione interna e ritardi nei raddoppi hanno compromesso il timing del passing game.

Per la prossima partita servirà sicuramente una maggiore enfasi sul gioco corto e sui concetti ad alta percentuale a inizio gara, per far entrare Stafford in ritmo e protezioni più chiare su terzi down, con aiuti aggiuntivi (tight end / running back) sugli edge più pericolosi.

Un capitolo a parte meritano le penalità, simbolo della serata no di Los Angeles. In particolare, le infrazioni di Humphries sulla linea hanno avuto un impatto diretto sul punteggio. Una sua penalità ha cancellato un touchdown già realizzato, costringendo l’attacco a rigiocare un down che sembrava già convertito. Un’altra flag su Humphries ha annullato di fatto un’azione vicinissima alla end zone, togliendo ai Rams un quasi touchdown e cambiando completamente l’inerzia del drive.

Hiumphries in particolare, se dovesse ancora sostituire Alaric Jackson, dovrà lavorare e migliorare la sua disciplina sullo snap count e nel posizionamento dei piedi e delle mani in pass protection, per evitare holding e false start in situazioni chiave, con un lavoro specifico in settimana sulle situazioni di red zone, in cui ogni penalità pesa doppio.

I Rams sono arrivati ad Atlanta con alcune assenze importanti che hanno inciso sull’identità della squadra. In attacco, l’assenza di Davante Adams, uno dei playmaker principali ha costretto McVay a ridurre il playbook, limitando alcune chiamate esplosive e costringendo Stafford a forzare verso i bersagli più affidabili rimasti come successo già con Seattle. In difesa, l’assenza di Quentin Lake continua a farsi sentire, indeboliendo la tenuta contro le corse, rendendo ancora più devastante la partita di Bijan Robinson.

In vista dei playoff sarà fondamentale recuperare almeno parte di questi titolari per riequilibrare snap e responsabilità, soprattutto nelle secondarie e sulla linea offensiva. Lo staff dovrà preparare game plan che tengano conto realisticamente di chi è disponibile, evitando di chiedere troppo a riserve e rookie in ruoli critici.

La difesa ha avuto due facce: quella solida della rimonta nel secondo tempo e quella fragile che ha concesso giocate lunghissime a Robinson. I Rams hanno sofferto sia i gap interni che i contenimenti esterni, lasciando all’avversario varchi enormi che hanno prodotto corse esplosive, compresa quella storica da 93 yard. I placcaggi mancati nel backfield e in campo aperto hanno trasformato guadagni medi in big plays, caricando uno stadio che si è presto trasformato in una bolgia e mettendo l’attacco in costante rincorsa.

Ci sarà molto lavoro per Shula in queste due settimane prima dei playoff. Innanzitutto bisog nerà lavorare su una migliore disciplina nei gap assignment: i linebacker dovranno fidarsi del sistema e non “spararsi” fuori dal proprio allineamento. Poi sarà sicuramente necessario fare delle sessioni extra di tackling in settimana, con enfasi su angoli di corsa e chiusura in open field.

Paradossalmente, dopo il baratro del 21-0, i Rams hanno dimostrato di poter rimontare e rientrare in partita, ma sono mancati ancora una volta nei dettagli decisivi. La gestione dell’orologio clock e dei timeout nel finale non ha aiutato, lasciando troppo margine ad Atlanta per costruire il drive del field goal della vittoria.
Gli special teams sono stati protagonisti in positivo con il ritorno sul field goal bloccato, ma complessivamente la squadra ha perso la battaglia di posizione di campo.

In ottica prossima partita e playoff servirà un approccio più pulito fin dal primo drive: evitare partenze lente che costringono ogni volta a rimonte disperate. Sarà assolutamente necessario ridurre drasticamente penalità e turnover: sono questi gli elementi che stanno trasformando partite alla portata in sconfitte pesanti sul piano della fiducia.

Per i Rams non è in discussione il talento, ma la capacità di giocare una partita completa, dal primo snap all’ultimo, senza blackout, senza falli evitabili e senza regalare possessi. Se queste correzioni arriveranno già dalla prossima gara, la sconfitta di Atlanta potrà diventare la scossa che rimette in carreggiata una squadra ancora pienamente in corsa per recitare un ruolo da protagonista a gennaio.

5 commenti:

  1. Assenze importanti dici?
    Ma non eravamo noi quelli a piangere sempre?‍♂️

  2. Se vuoi scrivere qui evita di offendere. Ci sono tanti altri posti dove sfogare la tua frustrazione.

  3. Grande Massimo ti leggo sempre da fan dei Rams e concordo con te e ti dirò di più: ci é mancato il runnig back williams nella prima parte anche x i blocchi come dicevi tu e anche lo special team deve aiutare di più con i ritorni… vabbè che servano queste tre o quattro sconfitte regalate di season per il vero football di gennaio…. Che è quello che conta!!! Ciao Massimo e grazie x il tuo sito… sarebbe bello anche un podcast (anche solo il tuo articolo post partita recitato)!!!

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