Liquidati gli inquilini con un secondo tempo perentorio

Ci sono vittorie che certificano una superiorità e altre che raccontano soprattutto la capacità di trovare una via d’uscita. Quella conquistata dai Rams domenica 1° novembre al SoFi Stadium appartiene alla seconda categoria: il 24-9 nel derby arriva dopo quasi due quarti di immobilismo offensivo, ma anche grazie a una difesa capace di impedire che quell’immobilismo diventasse una condanna. Per la prima volta nella stagione Los Angeles mette insieme due successi consecutivi e torna in parità, con quattro vittorie e quattro sconfitte.

Non è ancora la prestazione di una squadra completamente guarita. È però una vittoria nella quale i reparti si sono aiutati: la difesa ha protetto l’attacco nei momenti peggiori, poi il gioco di corsa ha dato sostanza al vantaggio e permesso di chiudere senza affanni.

Il primo vantaggio nasce dall’intercetto di Quentin Lake, che prepara il field goal da 30 yard di Brandon McManus per il 3-0; tre calci avversari ribaltano poi il punteggio sul 3-9. La risposta arriva soltanto nel finale di tempo: Matthew Stafford trova Tutu Atwell per 40 yard e Kyren Williams completa il possesso con la corsa da una yard che, a 19 secondi dall’intervallo, vale il 10-9.

All’inizio della ripresa Blake Corum prende in mano l’attacco e chiude la prima serie con un touchdown da 23 yard per il 17-9. Un altro intercetto, questa volta di Trent McDuffie, prepara il definitivo allungo: Stafford serve Puka Nacua su uno screen da 18 yard per il 24-9, a 3:41 dalla fine del terzo quarto. Nell’ultimo periodo i Rams fermano un quarto down e tengono il pallone per gli ultimi 6:39, togliendo alla partita ogni possibilità di riaprirsi.

Il reparto di Chris Shula è il punto dal quale partire per spiegare questa vittoria. Los Angeles ha tenuto gli avversari fuori dalla end zone, limitato le corse a 64 yard su 25 tentativi e ricavato dieci punti dai due intercetti di Lake e McDuffie. Non soltanto contenimento, dunque, ma palloni riconquistati e occasioni offerte a un attacco che inizialmente non riusciva a costruirle da solo.

La prima dimostrazione arriva subito dopo l’intercetto subito da Stafford: la difesa forza un three-and-out e impedisce che l’errore del quarterback produca punti. Il contributo della secondaria si vede anche nell’ultima azione prima dell’intervallo, quando Kamren Kinchens e Jaylen Watson fermano a una yard dalla meta la ricezione di Ladd McConkey sull’Hail Mary. Una giocata tutt’altro che pulita, ma salvata dall’inseguimento fino all’ultimo istante.

Nel complesso i Rams hanno concesso 295 yard, 54 delle quali proprio su quel lancio disperato. Il numero più significativo resta però lo zero nella casella dei touchdown subiti: anche quando l’attacco lasciava il campo rapidamente, la difesa ha continuato a limitare i danni, mantenendo la partita alla portata di Stafford.

Il primo tempo offensivo non va nascosto dietro il risultato finale. I Rams non hanno conquistato un primo down nei primi cinque possessi: il primo è arrivato soltanto a 1:26 dall’intervallo, grazie al completo da 40 yard per Atwell. Fino a quel momento l’attacco aveva prodotto troppo poco, incapace persino di trasformare in un touchdown il pallone recuperato da Lake sulle 19 avversarie.

Atwell ha dato profondità a una manovra rimasta fino ad allora compressa, aprendo il drive da cinque giochi e 66 yard concluso da Williams. È stata la giocata che ha cambiato il tono della partita: non una lunga dimostrazione di superiorità, ma un’accelerazione sufficiente a restituire fiducia e vantaggio prima dell’intervallo.

Stafford ha chiuso con 17 completi su 25, 157 yard, un touchdown e un intercetto: una prestazione lontana dalle sue giornate più spettacolari, ma sufficiente dopo il risveglio del gioco terrestre. Nacua ha garantito il riferimento più affidabile con 11 ricezioni per 80 yard e la meta dell’allungo, senza che questo cancelli la necessità di rendere più continua l’intera produzione aerea.

L’aggiustamento più evidente di McVay è arrivato all’uscita dagli spogliatoi. Quattro corse consecutive affidate a Corum hanno prodotto 32 yard; al termine del possesso il running back ne aveva accumulate 55 su cinque portate, compresa quella da touchdown. Dopo un primo tempo da appena 90 yard complessive, i Rams hanno finalmente trovato un modo per avanzare senza dipendere da un’unica giocata esplosiva.

Corum ha terminato con 73 yard su 11 tentativi, ma il dato che descrive meglio la sua partita è quello delle 5,8 yard dopo il contatto per portata rilevate da Next Gen Stats. Nove delle sue undici corse sono arrivate su schemi di bloccaggio a uomo, nei quali ha guadagnato 65 yard e segnato il touchdown: un contributo fatto di esecuzione dei blocchi, equilibrio e capacità di continuare ad avanzare dopo il primo impatto.

Williams ha aggiunto 56 yard su 16 portate e la meta del sorpasso, assumendosi poi buona parte del lavoro nel possesso conclusivo. I Rams hanno chiuso con 129 yard terrestri e due touchdown su corsa: Corum ha fornito la scossa, Williams ha aiutato a mettere al sicuro il risultato.

La rimonta non deve trasformare il primo tempo in un dettaglio trascurabile. Tre conversioni su undici terzi down e otto penalità per 40 yard raccontano un attacco ancora discontinuo e una squadra che continua a complicarsi alcuni possessi. L’intercetto iniziale di Stafford, per esempio, è arrivato dopo una falsa partenza di Tyler Higbee che aveva trasformato un terzo e uno in terzo e sei: una sequenza nella quale un errore evitabile ha preceduto quello più vistoso.

Anche gli special team hanno lasciato margini di miglioramento: due kickoff di Joshua Karty sono caduti prima della landing zone, regalando agli avversari la partenza dalle proprie 40. La difesa ha assorbito anche queste difficoltà, ma affidarsi sistematicamente alla sua capacità di rimediare significherebbe chiedere troppo a un solo reparto.

La vera sfida di McVay è accorciare la distanza tra l’attacco dei primi cinque possessi e quello comparso a cavallo dell’intervallo. Contro i Chargers sono bastati un lancio profondo, una serie costruita sulle corse e un touchdown su campo corto; per dare continuità alla risalita, i Rams dovranno trovare quello stesso ritmo prima che sia la difesa a doverli salvare.

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