Altro stop, stavolta a Denver

Per un tempo, i Los Angeles Rams sembrano avere la partita completamente nelle proprie mani. Poi il meccanismo si inceppa, il vantaggio evapora e la serata si trasforma in una sconfitta difficile da spiegare soltanto attraverso l’episodio arbitrale del finale. Il 30-26 porta la squadra di Sean McVay sull’1-2, dopo una gara chiusa con 482 yard offensive contro le 257 avversarie e oltre nove minuti di vantaggio nel possesso del pallone.

L’avvio dei Rams è autoritario. Matthew Stafford guida un lungo secondo possesso, convertendo anche un quarto down, e trova Tyler Higbee in end zone per il touchdown da cinque yard del 7-0. La difesa, nel frattempo, soffoca l’attacco di Denver e concede soltanto 67 yard nell’intero primo tempo.

Los Angeles continua a muovere il pallone, ma non riesce a trasformare la propria superiorità in touchdown. Tre possessi favorevoli si fermano nel raggio di Harrison Mevis, preciso dalle 36, 35 e 40 yard: i Rams vanno così all’intervallo sul 16-0, dopo aver prodotto 273 yard e 17 primi down.

Il vantaggio è consistente, ma avrebbe potuto essere molto più ampio. Un holding e un drop sul terzo down bloccano un drive nel secondo quarto; poco dopo, con il pallone sulle 15 yard avversarie, una sequenza di penalità per ritardo di gioco, formazione illegale e interferenza offensiva costringe nuovamente McVay ad accontentarsi di tre punti.

È il primo grande rimpianto della notte. I Rams dominano campo, ritmo e possesso, ma non assestano il colpo definitivo. Stafford arriva addirittura a 32 tentativi di passaggio nel primo tempo, il massimo della sua carriera, mentre un gioco di corsa efficace non viene sfruttato con la stessa continuità.

Dopo l’intervallo la partita cambia radicalmente. L’attacco dei Rams perde ritmo, colleziona possessi brevi e produce soltanto 19 yard nel terzo periodo, contro le 87 concesse dalla difesa. I 16 punti di vantaggio scompaiono completamente e l’ultimo quarto comincia sul 16-16.

È il passaggio più preoccupante della prestazione. Los Angeles non riesce a rispondere al cambio di intensità avversario: la linea offensiva concede maggiore pressione, Stafford si ritrova più spesso dietro la catena e McVay non trova rapidamente un’alternativa capace di rallentare la rimonta. Come ammesso dallo stesso quarterback, i Rams smettono di essere efficienti nel gioco aereo e subiscono sack nei momenti sbagliati.

La difesa, impeccabile nel primo tempo, perde a sua volta compattezza. Le due conversioni da due punti concesse dopo i touchdown amplificano il contraccolpo: in un solo quarto, Denver trasforma uno 0-16 in un pareggio senza che l’attacco dei Rams riesca a produrre una risposta.

All’inizio dell’ultimo periodo Josh Wallace sembra restituire energia ai Rams, intercettando Bo Nix e riportando il pallone per 26 yard fino alle 37 di Denver. Anche questa occasione, però, genera soltanto un field goal: Stafford viene fermato da un sack sul terzo down e Mevis realizza dalle 48 yard per il 19-16.

La partita scivola poi verso un finale caotico. Dopo una ricezione da 42 yard di Davante Adams, Stafford cerca Kyren Williams, ma il passaggio è troppo arretrato. Talanoa Hufanga anticipa la traiettoria e restituisce l’intercetto per 66 yard, segnando il touchdown che porta i Rams sotto 23-19 a 4 minuti e 49 secondi dalla fine.

La reazione di Stafford è da grande quarterback. Nel possesso successivo completa tre passaggi consecutivi per Konata Mumpfield, che totalizza 78 yard nello stesso drive e brucia la copertura con una doppia finta sul touchdown da 48 yard. In appena 71 secondi Los Angeles torna avanti 26-23.

Il drive conferma una delle indicazioni migliori della serata: anche senza Puka Nacua, l’attacco conserva profondità e capacità esplosiva. Mumpfield chiude con quattro ricezioni, 93 yard e il suo primo touchdown, emergendo come un’opzione credibile dietro Adams.

Con 1 minuto e 9 secondi sul cronometro, i Rams sembrano aver chiuso la partita. Su un terzo e sei dalle proprie 11 yard, Wallace intercetta Nix per la seconda volta, ma gli arbitri chiamano un’interferenza difensiva nel duello con Pat Bryant. Il turnover viene cancellato e il pallone viene collocato sulle sette yard di Los Angeles.

La decisione scatena immediatamente le proteste. Le immagini mostrano Bryant aggrappato alla spalla di Wallace, mentre il cornerback appare nella posizione migliore per giocare il pallone. Anche l’analista arbitrale della NBC Terry McAulay ha contestato la chiamata durante la trasmissione.

McVay mantiene un tono controllato nel dopopartita, spiegando che, dalla sua posizione, l’azione gli era sembrata un normale duello per la palla, ma la sua espressione in conferenza stampa vale più di mille parole.
La penalità trasforma un intercetto potenzialmente decisivo in un nuovo primo down. Poche giocate dopo arriva il touchdown del 30-26, quando mancano soltanto 47 secondi.

Nonostante il colpo, Stafford porta ancora i Rams fino alle 14 yard avversarie. Una falsa partenza arretra però l’attacco sulle 19 e, con due secondi sul cronometro, l’ultimo lancio diretto verso Adams viene intercettato in end zone ancora da Hufanga.

Stafford termina con 30 completi su 55 tentativi, 390 yard, due touchdown e due intercetti, oltre a quattro sack subiti. La sua partita contiene tutto: lunghi tratti di controllo, la splendida risposta immediata al pick-six e due palloni persi nel quarto periodo che incidono pesantemente sull’esito.

Adams resta il riferimento principale con sette ricezioni per 137 yard, mentre Higbee aggiunge otto prese, 62 yard e un touchdown. Kyren Williams produce 88 yard su 15 corse e altre 70 in ricezione, numeri che rendono ancora più evidente la sensazione che Los Angeles avrebbe potuto affidarsi maggiormente al gioco terrestre per proteggere il vantaggio.

La controversia arbitrale è destinata a dominare il dopopartita, ma non può diventare un alibi. Los Angeles commette 13 penalità per 91 yard, contro le cinque degli avversari, e cinque flag arrivano negli ultimi due minuti. Si tratta del maggior numero di penalità dei Rams in una singola partita dal 2019.

La sconfitta nasce soprattutto dall’incapacità di trasformare il dominio in punti pesanti. I Rams segnano un solo touchdown nel primo tempo nonostante le 273 yard prodotte, si fermano a zero punti nel terzo quarto e si devono accontentare di quattro field goal complessivi. Quando la partita entra nei momenti decisivi, aggiungono un pick-six subito, una falsa partenza sull’ultimo possesso e una serie di penalità difensive.

Restano indicazioni positive: Stafford continua a generare grandi numeri, Adams conferma di poter sostenere il reparto senza Nacua, Mumpfield si presenta come una nuova minaccia verticale e la difesa mostra nel primo tempo un potenziale dominante. Ma il 30-26 di Denver fotografa una squadra ancora troppo discontinua all’interno della stessa partita.

I Rams non perdono perché incapaci di competere. Perdono perché dominano senza chiudere, reagiscono senza completare l’opera e lasciano che una decisione arbitrale controversa diventi determinante. La flag su Wallace rimane la ferita più evidente ma le occasioni sprecate prima di quella giocata sono il problema sul quale McVay dovrà intervenire.

 

Un commento:

  1. Comunque quella chiamata arbitrale è una roba indecente. Ma che razza di furto

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