I Los Angeles Rams hanno dominato i New Orleans Saints con un netto 34-10 al SoFi Stadium domenica 2 novembre, portando il proprio record a 6-2 e confermandosi una delle forze emergenti della NFC. La prestazione ha evidenziato ancora una volta la crescita di una squadra che sembra aver trovato la formula vincente, nonostante persista un problema irrisolto nel reparto kicking.
Matthew Stafford ha fornito un’altra prestazione da veterano consumato, completando 24 passaggi su 32 tentativi per 281 yard e quattro touchdown, senza subire intercetti. Il quarterback di 37 anni ha dimostrato di essere ancora al vertice delle proprie capacità, orchestrando l’attacco con precisione chirurgica e aprendo le marcature con un touchdown su passaggio da 1 yard per Tyler Higbee dopo un drive perfetto di 12 giocate e 88 yard in 6 minuti e 43 secondi.
Davante Adams, sempre più integrato nel sistema di Sean McVay, ha catturato due touchdown (da 3 e 4 yard), trasformandosi nella nuova arma letale nella red zone. Puka Nacua, tornato ai suoi livelli dopo l’infortunio alla caviglia, ha raccolto 7 ricezioni per 95 yard e un touchdown spettacolare da 39 yard che ha spezzato definitivamente le speranze dei Saints nel secondo quarto.
Kyren Williams ha dimostrato ancora una volta di essere il motore della corsa dei Rams, macinando 25 corse per 114 yard e un touchdown. La sua capacità di produrre yard dopo contatto e di mantenere i drive vivi nei terzi down ha permesso a Los Angeles di controllare il tempo di possesso, culminando con un touchdown da 1 yard nel quarto periodo che ha chiuso definitivamente i conti.
La difesa dei Rams ha continuato la propria striscia impressionante, concedendo solo 10 punti per la terza partita consecutiva. Il linebacker Nate Landman, capitano difensivo e portatore del green dot, ha firmato l’ennesima giocata determinante forzando un fumble con il suo caratteristico colpo di pugno sul pallone. Si tratta del terzo fumble provocato in stagione con questa tecnica per il linebacker classe 1999, dopo quelli decisivi contro Houston Texans in Week 1 e Philadelphia Eagles in Week 3. Landman, nominato NFC Defensive Player of the Week proprio per la prestazione inaugurale della stagione, sta guidando i Rams con 67 placcaggi totali (quinto nella NFL) in sette partite, oltre a 1.5 sack e quattro passaggi deviati. Il suo impatto va oltre le statistiche: ex undrafted free agent dei Falcons, Landman ha conquistato la fiducia di Sean McVay sin dal suo arrivo in free agency, diventando il comunicatore difensivo e uno dei leader dello spogliatoio.
Emmanuel Forbes Jr. ha completato la giornata difensiva con un intercetto che ha ulteriormente spento le velleità dei Saints. La pressione costante sul quarterback Tyler Shough, costretto a completare solo 15 passaggi su 24 per 176 yard con un touchdown e un intercetto, ha evidenziato la solidità di un reparto che ha concesso appena 127 punti nelle prime otto partite.
Se la vittoria è stata dominante, resta irrisolto il problema del kicker Joshua Karty, autentico tallone d’Achille di questa squadra. Il giovane kicker proveniente da Stanford, selezionato al sesto giro del draft 2024, sta vivendo una seconda stagione travagliata che rischia di compromettere le ambizioni dei Rams. Dopo aver chiuso la stagione da rookie con un dignitoso 84% di conversione sui field goal (29 su 34) e un eccellente 6 su 7 da oltre 50 yard, quest’anno Karty ha visto le proprie percentuali crollare al 71% sui field goal (10 su 14) e all’85.7% sugli extra point (19 su 22).
Il problema non è solo statistico: ben quattro dei suoi tentativi sono stati bloccati in questa stagione, più di qualsiasi altro kicker della NFL. Questi kick bloccati hanno già costato caro ai Rams, contribuendo alle sconfitte contro Philadelphia Eagles (33-26) e San Francisco 49ers (26-23 in overtime). Contro i 49ers, un extra point bloccato e un field goal da 53 yard mancato hanno fatto la differenza in una partita decisa da tre punti. Sean McVay ha ammesso candidamente la gravità della situazione: “Pensavo avessimo risolto il problema. Chiaramente mi sbagliavo, dobbiamo sistemarlo”.
I problemi, comunque, vanno oltre la tecnica individuale: le protezioni della linea hanno mostrato lacune evidenti, con penetrazioni centrali o laterali che hanno permesso ai difensori avversari di arrivare sul pallone.
Per i Saints, questa è stata l’ennesima dimostrazione di una squadra priva di identità e direzione. Con un record di 1-8, la franchigia della Louisiana sta vivendo la peggior partenza dal 1980. Tyler Shough, chiamato a sostituire Spencer Rattler, non ha mai trovato ritmo contro la difesa dei Rams, con il solo Rashid Shaheed (5 ricezioni per 68 yard) capace di fornire sprazzi di qualità in un attacco che ha prodotto appena 10 punti.
Per i Rams, questa terza vittoria consecutiva consolida la posizione di leader nella NFC West con un record di 6-2. Il calendario delle prossime settimane sarà cruciale: la trasferta a San Francisco contro i 49ers in Week 10, seguita da match casalinghi contro Seattle Seahawks e Tampa Bay Buccaneers, rappresenterà un banco di prova determinante per le ambizioni di division. Con Stafford in forma straordinaria, una difesa imperniata su leader come Landman e giocatori emergenti come Byron Young, e l’innesto di Adams ormai perfettamente integrato, Los Angeles ha tutti gli elementi per puntare ai playoff.
Tuttavia, il problema Karty rimane una spada di Damocle. In una NFL dove i margini sono minimi e le partite si decidono sui field goal, i Rams non possono permettersi di perdere punti preziosi. Se la protezione sui kick non migliorerà e Karty non ritroverà la fiducia necessaria, questo potrebbe rivelarsi il fattore che impedirà ai Rams di compiere il salto di qualità definitivo. McVay e il coordinatore degli special team Chase Blackburn dovranno trovare soluzioni immediate, altrimenti potrebbero essere costretti a valutare alternative in un ruolo che in passato ha già tormentato la franchigia.
I Saints, al contrario, affrontano una delle stagioni più buie della loro storia recente. Con un record di 1-8, il primo anno di Kellen Moore come head coach si sta rivelando disastroso, e le prospettive per il resto della stagione appaiono desolanti, con la priorità ormai rivolta allo sviluppo dei giovani e a una scelta alta al draft 2026.
