2008 – Offense in review

Mentre prosegue frenetica la ricerca del nuovo head coach, passiamo in rassegna la stagione appena trascorsa. Vediamo reparto per reparto cosa è andato, cosa non è andato e quali sono le prospettive per il futuro. Questa prima parte prenderà in esame l’attacco.

QB: Gran parte della stagione fallimentare dell’attacco di St.Louis risiede nei due figuri che si sono alternati dietro il centro. Marc Bulger ha disputato la sua seconda stagione consecutiva sotto la media. Pesantemente sotto la media. Bulger ha subito, in questi due anni, una involuzione nelproprio gioco davvero preoccupante. I più maligni la chiamano “sindrome da contratto da sei anni”, sottintendendo che la firma per i prossimi sei anni abbia fatto rilassare troppo Marc. Non so se sia quello il motivo, ma sinceramente spero di no. Va detto, ad onor del vero, che non è facile giocare dietro una linea che cambia continuamente settimana dopo settimana e non ti permette di avere la tranquillità adeguata per svolgere al meglio il proprio ruolo, ma se da una parte Bulger ha avuto sempre molta pressione, è pur vero che nelle rare occasioni in cui ha avuto abbastanza tempo e tranquillità per lanciare ha mostrato una perdita di lucidità, di freddezza e di mira impressionanti.
Su Trent Green evito di commentare, perchè sarebbe comne sparare sulla croce rossa. Green avrebbe dovuto già ritirarsi da tempo, anche visti i continui traumi cranici che subisce. Quest’anno ne è rimasto esente solo perchè fortunatamente ha giocato poco, ma è meglio che inizi a pensare alla sua salute.
Dando per assodato che Bulger rimarrà il titolare per mille motivi, non ultimo il fatto che tagliarlo costerebbe tra i 6 ed i 10 milioni di dollari nel salary cap, e dopo essersi mangiati le mani nel vedere Ryan Fitzpatrick giocare nei Bengals (a quest’ora sarebbe bell’e che pronto per mettersi in concorrenza per il posto da titolare, se solo l’avessimo tenuto), i Rams dovrebbero puntare su un buon prospetto da prendere al prossimo draft, magari al secondo giorno tanto per non buttare milion inutili in un quarterback da svezzare nei prossimi tre anni.

RB: Steven Jackson ha mostrato tutto sè stesso in questa stagione. Prima la star capricciosa che salta il training camp per un contratto praticamente già firmato. Poi la fighetta che trasforma un infortunio muscolare di media entità in una tragedia greca e sta fuori un mese. Infine il franchise player che prende in mano l’attacco nelle ultime partite della stagione e lo trascina (non abbastanza per vincere, ma fa ottime cose), superando il muro delle mille yards guadagnate (il fatto che guadagnasse un bonus per il superamento delle 1000 yards è un particolare secondario). Il potenziale c’è, il carattere un po’ meno. Mattiamogli un vero fullback davanti e diamogli la palla 25 volte a partita, visto come siamo messi nel gioco aereo.
Dietro Jackson c’è stata la piacevole scoperta di Kenneth Darby, un buon rimpiazzzo con ottime prospettive come receiving back, mentre Antonio Pittman ha alternato buone prestazioni a partite anonime, con la chicca finale della sospensione per motivi disciplinari interni, una cosa di cui non abbiamo certo bisogno. Buono, fino all’infortunio, l’apporto di Travis Minor.

WR: La partenza di Isaac Bruce si è sentita molto. Non tanto per la mancanza di ricezioni, quanto per il costante raddoppio a cui è stato sottoposto Torry Holt che, a sua volta, ha visto i suoi numeri quasi dimezzarsi. Holt è scontento sia della stagione sia di come è stato utilizzato, anche se la sensazione è che non sia stato tanto tenuto fuori dai giochi volontariamente a livello di playbook quanto dal fatto che le difese avversarie lo tenevano costantemente sott’occhio trasformandolo in un obiettivo poco appetibile anche per un quarterback come Bulger, che a volte sembra divertirsi a lanciare contro le doppie coperture. Voci insistenti dicono che questa sia stata l’ultima stagione di Holt a St.Louis, ma il nuovo head coach (o il nuovo offensive coordinator) potranno fargli cambiare idea.
Tra i veterani, accantonato l’inutile Drew Bennett, ha brillato ancora una volta Dane Looker, l’uomo che vive costantemente sul filo del rasoio. Tutti gli anni sembra che debba essere tagliato, ma alla fine risulta essere il secondo o terzo miglior ricevitore della squadra. La sua versatilità (stava per sostituire anche Josh Brown come kicker, una settimana) ne fa un elemento imprescindibile del roster dei Rams. Non veloce, ma sicuro e dalle mani a tenaglia: il Ricky Prohel di questa squadra.
Dante Hall, anche lui in IR prematuramente, non è stato un granchè come ricevitore, ma non dopvrebbe essere quello il suo ruolo principale, e ne parleremo più diffudamente negli special teams. Restano i nuovi arrivati. Ottima la prima annata di Donnie Avery, che si candida fin d’ora ad un posto da titolare nel 2009, solo buona quella di Keenan Burton a causa dell’infortunio che l’ha fermato metà stagione, e positivo anche l’innesto di Derek Stanley.

TE: L’ossessione di Linehan per i Tight Ends ha portato i Rams ad averne ben cinque a roster, la maggior parte dei quali utilizzati come fullback, anche perchè in quanto a ricezioni, una volta infortunatosi Randy McMichael siamo messi malissimo. Klopfenstein è un prospetto che ancora si deve sviluppare dopo tre anni, Anthony Becht non è stato all’altezza delle aspettative (non riceve, non blocca, mi chiedo cosa faccia per essere classificato come TE), alla fin fine l’unico che ha avuto un impatto positivo nel ruolo è stato Daniel Fells, che ha mostrato buone mani, una buona attitudine a bloccare e si candida per un posto a roster.

OL: ed arriviamo al reparto più sotto accusa. Pur non arrivando all’ecatombe dello scorso anno, anche nel 2008 la composizione della linea d’attacco è cambiata praticamente tutte le settimane. L’unico ad aver disputato tutte e 16 le partite è stato Alex Barron, che però dopo quattro stagioni non ha ancora raggiunto il livello di eccellenza che ci si aspettava da lui, soprattutto a livello mentale. Orlando Pace ha avuto l’ennesimo infortunio, ma ha anche mostrato sprazzi di classe pura. oramai la sua carriera ha iniziato la parabola discendente, ed anche per lui si vocifera di un rilascio a fine anno a causa di un contratto troppo oneroso. Vedremo gli sviluppi, ma oggi come oggi lo spot di tackle sinistro non avreebbe sostituti all’altezza.
Tra alti e bassi anche la stagione di Richie Incognito, un giocatore che potrebbe fare davvero la differenza se mettesse tutta la sua esuberanza al servizio della squadra anziche sprecarla in litigi dentro e fuori dal campo. Anche per lui pare che sia in vista un trasferimento. Per il resto i vari Romberg, Setterstrom, Leckey, Greco (su cui molti sono pronti a scommettere su un buon futuro), Bell, Schuening e Gorin si sono alternati in tutti i ruoli della linea ottenendo risultati molto al di sotto del necessario. Un uomo di linea sarà sicuramente uno degli obiettivi del primo o secondo giro del draft di Aprile.

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