L’ennesima autosconfitta

I St.Louis Rams indossavano le maglie del 1999, la stagione in cui vinsero il Super Bowl battendo proprio i Tennessee Titans grazie (anche) ad un placcaggio sulla una yard di Mike Jones ai danni di Kevin Dyson che impedì a Tennessee di mandare la partita all’overtime, ma il ritorno all’antico non è bastato per sovvertire l’esito dell’ennesima partita che i padroni di casa hanno letteralmente gettato via, continuando nell’agonia di una stagione partita con i migliori propositi e pronostici e rasformatasi in breve tempo in un incubo senza fine.

Un’altra serie di errori marchiani, oltre alla totale scomparsa della difesa nel secondo tempo, ha condannato i Rams alla sconfitta 28-21 contro i Titans in una partita in cui, nonostante tutto, la vittoria sembrava essere sempre a portata di mano, sebbene ogni qual volta St.Louis vi si avvicinava succedeva qualcosa che la faceva immediatamente allontanare.
Per la seconda settimana consecutiva l’esito della partita è stato affidato alle mani di Kellen Clemens e ad un suo lancio in end zone, e per la seconda settimana consecutiva questo lancio è finito incompleto, tra la frustrazione e la rabbia di giocatori, coach e tifosi in maglia gialloblù.
Dopo l’ottima prestazione nel Monday Night contro Seattle, la partita con i Titans era l’ideale per provare a dare un po’ di continuità alle prestazioni dei Rams e cercare di risollevare il morale di un’ambiente piuttosto traumatizzato dalla perdita del proprio quarterback titolare per tutta la stagione. I Titans provenivano da tre sconfitte consecutive, schieravano un quarterback fatto rientrare dall’infortunio subito qualche settimana fa con una tempistica piuttosto sospetta in termini di pieno recupero, ed anche il loro runner principe, Chris Johnson, sembrava essere piuttosto inoffensivo, in questa stagione, per problemi fisici.
In effetti le cose sembravano procedere per il verso giusto. Clemens sembrava in ottima forma e distribuiva palloni con grande sicurezza nel medio corto facendo avanzare l’attacco gialloblù, Zac Stacy si confermava gran cavallo da tiro guadagnando delle belle yards su corsa e la difesa, sebbene un po’ distratta, pareva circoscrivere molto bene sia Locker sia Johnson, concedendogli poco ed in maniera sporadica. Persino il touchdown con cui i Titans aprivano la partita sembrava quasi un caso, un incidente di percorso, durante il quale i Rams portavano in braccio i Titans fino a ridosso della propria end zone con tre penalità consecutive.
Eppure la riscossa dei padroni di casa si impantanava su un ridicolo fumble di Cunningham, che perdeva la palla da solo sulle dieci yards avversarie durante una corsa centrale che sembrava destinata all’end zone. Nel drive successivo Zac Stacy metteva a segno il primo touchdown stagionale su corsa (alla nona giornata…), e la difesa continuava ad imbrigliare l’attacco dei Titans, arrivando anche ad intercettare Locker grazie ad uno dei tanti ex della partita, quel Cortland Finnegan che, anch’egli, è stato fino ad ora una delle maggiori delusioni difensive. Ma ancora una volta i Rams si “sparavano in un piede” per tradurre letteralmente un celebre detto a stelle e strisce, sbagliando un field goal decisamente alla portata del piede bionico di Zuerlein.
Nel secondo tempo, invece, era tutt’altra musica. Stacy raddoppiava nel drive di apertura portando in vantaggio i Rams, ma oltre a ciò calava il buio più totale. Dopo aver appioppato quattro sack al malcapitato Locker, la linea di difesa non riusciva più a mettergli le mani addosso, e la poca disciplina di linea e linebacker concedeva a Chris Johnson di girare l’angolo con troppa disinvoltura, lasciandolo libero di correre in campo aperto, specialità in cui, pur mezzo infortunato, si destreggia piuttosto bene. La corsa da 14 yards con cui Johnson pareggiava immediatamente era un esempio lampante della libertà che gli veniva concessa.
Tennessee batteva la rush esasperata dei Rams con degli screen letali, andando a colpire proprio le zone lasciate scoperte dalla pressione della linea e dai blitz della secondaria, mentre sulle corse la difesa di casa non riusciva a togliersi dai blocchi in modo efficace lasciando ampie praterie ai runner avversari.
Arrivavano il touchdown del vantaggio di Tennessee, segnato da Locker con una corsa personale resa particolarmente semplice dalla totale assenza di avversari nel raggio di dieci yards, e l’immediato pareggio grazie ad un lampo di Clemens che trovava Jared Cook in end zone nell’unico spazio disponibile in una doppia copertura.
I Rams sembravano prendere coraggio, anche grazie all’intercetto di McLeod che li rimetteva nella posizione ideale per andare a vincere la partita: sulle proprie 21 con poco più di quattro minuti da giocare. Era la situazione ideale per mangiare tempo ed arrivare almeno a distanza di field goal, cosa peraltro fattibilisima con un gioco di corsa che riusciva sempre a guadagnare le yards necessarie ed un gioco aereo che sembrava abbastanza efficace, anche se nel secondo tempo la produttività di Clemens aveva subito un rallentamento deciso rispetto alla prima metà.
Ancora una volta a “risolvere” la situazione ci pensava il masochismo degli arieti, palesatosi in un improvvido fumble di Clemens, che perdeva palla sulle proprie 19. Chris Johnson correva nuovamente intoccato in end zone, trasformando in un attimo i sogni i gloria dei padroni di casa nell’ennesima riedizione di Nightmare.
Dopo aver sprecato un drive ed aver fermato i Titans in quello successivo, i Rams riuscivano quasi ad impattare lo score con un grandissimo ritorno di punt di Tavon Austin, il quale sembrava finalmente volare sulla linea laterale per quello che poteva essere il touchdown del pari, ma una infinitesima porzione della sua scarpa sinistra pestava la linea bianca, fermando così il ritorno dopo sole 24 yards, quando ormai non aveva più nessuno davanti.
Un paio di completi di Clemens portavano i Rams sulle 26 avversaie, ma un field goal non bastava, ed ancora una volta St.Louis dovevano soccombere con un quarto tentativo in end zone per Pettis terminato incompleto.
Resta il rammarico di una vittoria ampiamente alla portata anche di questi Rams ormai quasi allo sbando, ma se contro Seattle era stato l’attacco a marcare visita, qusta settimana tocca alla difesa essere iscritta nella lista delle persone che non si sono presentate all’appello.
Chissà a chi toccherà domenica prossima contro i Colts…

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